Legambiente agricoltura: promuovere un modello sostenibile per il futuro del nostro cibo e del pianeta

Il nostro impegno si concentra sulla promozione di pratiche agricole che siano rispettose dell’ambiente, della salute delle persone, del benessere degli animali e della qualità dei prodotti alimentari. L’agricoltura oggi si trova ad affrontare sfide senza precedenti: dai cambiamenti climatici agli eventi meteorologici estremi, dall’inquinamento da pesticidi e fertilizzanti alla perdita di biodiversità, passando per le difficoltà economiche legate ai modelli produttivi intensivi. Per affrontare queste criticità, Legambiente promuove la transizione verso un’agricoltura sostenibile e resiliente, basata su principi agroecologici e sull’adozione di pratiche biologiche e rispettose del territorio.
 
Il nostro lavoro si sviluppa su più fronti:
 
  • Agroecologia e biodiversità: sosteniamo sistemi produttivi che preservino la fertilità del suolo, riducano gli input chimici e idrici e proteggano la biodiversità. La diversificazione delle colture, le rotazioni e l’impiego di varietà tradizionali sono strumenti chiave per rendere l’agricoltura più resistente ai cambiamenti climatici e agli eventi estremi, come siccità, alluvioni o grandinate.
  • Agricoltura biologica e sostenibile: l’Italia è leader nel settore biologico, e Legambiente lavora per rafforzare questo ruolo, colmando il divario tra domanda e offerta e incentivando le aziende a convertirsi al biologico. Promuoviamo distretti biologici, supportiamo tecnicamente le aziende agricole e sosteniamo politiche pubbliche che favoriscano la diffusione di prodotti biologici, anche nelle mense scolastiche e negli appalti pubblici.
  • Zootecnia e benessere animale: riteniamo fondamentale ridurre l’impatto ambientale della zootecnia industriale e garantire condizioni di vita dignitose agli animali. Sosteniamo modelli di allevamento più equilibrati, con densità ridotte e redistribuzione sul territorio, e promuoviamo etichette trasparenti sul benessere animale, così che i cittadini possano scegliere prodotti più sostenibili.
  • Uso sostenibile delle risorse naturali: l’acqua è un bene prezioso e sempre più limitato, soprattutto in agricoltura, che rappresenta oltre la metà dei prelievi idrici nazionali. Legambiente promuove pratiche di irrigazione più efficienti, il riutilizzo delle acque depurate e la scelta di colture meno idroesigenti, per ridurre l’impatto ambientale e garantire la sicurezza idrica.
  • Riduzione di pesticidi e fertilizzanti chimici: l’uso intensivo di prodotti fitosanitari rappresenta una minaccia per la salute umana e per gli ecosistemi. Legambiente monitora e denuncia l’eccessivo ricorso a pesticidi, promuovendo alternative sostenibili, in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo e le strategie “From Farm to Fork”.
  • Contrastare le agromafie e il caporalato: un’agricoltura sostenibile non può prescindere dal rispetto dei diritti dei lavoratori. Legambiente sostiene leggi e iniziative volte a contrastare sfruttamento, lavoro irregolare e caporalato, promuovendo un settore agricolo etico e trasparente.
  • Educazione e sensibilizzazione: informare cittadini, agricoltori e istituzioni è parte integrante della nostra azione. Attraverso campagne, eventi e pubblicazioni, Legambiente promuove consapevolezza sui temi della sostenibilità agricola, della tutela del territorio e della salute ambientale.
 
L’approccio di Legambiente Agricoltura è quindi integrato e multidimensionale: non si tratta solo di ridurre gli impatti negativi dell’agricoltura, ma di costruire un modello produttivo capace di coniugare qualità dei prodotti, tutela del territorio, benessere animale e sostenibilità economica per gli agricoltori. Il nostro obiettivo è contribuire a una transizione agroecologica vera e concreta, che renda il settore agricolo italiano più resiliente, competitivo e rispettoso dell’ambiente, in linea con le strategie europee e con le sfide globali del nostro tempo.
 
Di seguito, riportiamo approfondimenti sulle principali aree di intervento, progetti e campagne promosse da Legambiente agricoltura, per conoscere più nel dettaglio le azioni concrete che stiamo portando avanti per un’agricoltura sostenibile e responsabile.

Campagne

Mense per il clima

Sfide affrontate: salute umana, giustizia sociale, cambiamento climatico, perdita di biodiversità, consumo di suolo

Legambiente, in collaborazione con l’associazione Essere Animali, vuole mettere al centro la ristorazione collettiva, a partire da quella universitaria e, potenzialmente, allargandosi alle mense scolastiche, aziendali, sociosanitarie, religiose, militari, etc., per affrontare il tema dell’alimentazione e dei benefici per la salute di persone, animali, ambiente ed economici, grazie ad una significativa riduzione dei prodotti di origine animale.
 
L’obiettivo della campagna “Mense per il Clima” consiste nell’aumentare significativamente il numero degli Enti universitari, e degli altri enti titolari di servizio mensa, che prevedano nei bandi per il servizio mensa un menù in prevalenza a base vegetale (dal 50% al 100% dei piatti serviti). Con questa azione Legambiente vuole dare innanzitutto voce ai fruitori delle mense per chiedere e ottenere menù più ricchi in termini salutari, con molta più offerta di piatti vegetali e molto meno impatto su clima e animali, organizzando sondaggi ed incontri informativi. La campagna vuole anche garantire una maggior inclusività del servizio ristorativo, tenendo conto del numero crescente di persone che sceglie di seguire un’alimentazione vegetariana o vegana. La campagna intende favorire l’utilizzo di prodotti biologici, di stagione ed a km0 secondo i principi dell’agroecologia, consapevole che l’agricoltura biologica garantisce la conservazione degli ecosistemi e la salubrità dei prodotti. Sono previsti eventi, d’intesa con le ditte erogatrici del servizio, con menù interamente vegetali per permettere di apprezzare gusto e salubrità dei piatti offerti ed essere informati sui benefici per il clima e gli animali, umani e non umani, di quei menù (meno CO2, meno animali allevati e rischi di epidemie o zoonosi, meno pesticidi, più biodiversità e attenzione alla propria salute e al gusto). Sono previste proiezioni e seminari per approfondire, con il supporto di medici, nutrizionisti, climatologi, etologi, ecologi, agronomi e veterinari le tante relazioni del cibo con cambiamenti climatici, benessere umano e animale e tutela del pianeta.
 
Contatti: sosanimali@legambiente.it

Bugie in etichetta

Sfide affrontate: agroindustria, mancata trasparenza, ingiustizia sociale

Legambiente, in collaborazione con l’associazione Essere Animali, vuole mettere al centro l’importanza di informazioni chiare e trasparenti nelle etichette dei prodotti alimentari di origine animale, anche trasformati, rispetto al metodo di allevamento degli animali utilizzati, e chiede che le etichettature istituzionali, come il Sistema di Qualità Nazionale per il Benessere Animale – SQNBA, non nascondano questa informazione a garanzia di cittadini e aziende.
 
L’obiettivo della campagna “Bugie in Etichetta” è favorire la transizione della zootecnia consentendo ai cittadini di poter scegliere alimenti di origine animale tramite etichette chiare sul metodo di allevamento utilizzato e alle aziende zootecniche che puntano sul benessere animale, a partire dal metodo di allevamento, di veder riconosciuto il proprio impegno. In tal modo vogliamo contribuire a favorire una vera e propria transizione ecologica del settore zootecnico consentendo di far emergere le realtà più virtuose. A seguito dell’importante risultato ottenuto con la Coalizione “End The Cage Age”, che con l’apposita Iniziativa dei Cittadini Europei ha raccolto oltre 1.4 milioni di firme certificate per chiedere la fine dell’uso delle gabbie negli allevamenti europei, un primo obiettivo è ottenere il logo “Cage-free” all’interno del sistema SQNBA per gli allevamenti che eliminano in ogni fase l’uso delle gabbie. La campagna vuole innanzitutto svelare quando, tramite operazioni di marketing, vi siano truffe e inganni ai danni dei cittadini e delle imprese oneste rispetto alla crescente attenzione al benessere animale nella scelta dei prodotti alimentari di origine animale, con etichette poco chiare, fuorvianti o incomplete. La campagna vuol far conoscere e rendere chiare ed evidenti quali siano le conseguenze dei vari tipi di allevamento, affinché leggendo in etichetta il metodo di allevamento il cittadino comprenda a fondo cosa comporti, ognuno di questi, in termini di impatto su animali, ambiente e persone e i consumatori possano quindi operare le loro scelte in libertà e con consapevolezza. Vuole stimolare la transizione della zootecnia grazie anche alla spinta delle scelte dei cittadini e all’utilizzo di fondi pubblici effettivamente ed espressamente dedicati alle aziende del settore che investono sul benessere animale. Vuole incentivare, in particolare, la transizione dal modello di allevamento intensivo e al chiuso a quello estensivo con numeri di animali strettamente correlati alla disponibilità effettiva di “pascolo aziendale”. Ciò consente di passare dall’allevare con enormi impatti su benessere animale, cambiamenti climatici, consumo di suolo e biodiversità, ad essere aziende operanti in coerenza con il benessere degli animali da reddito ed utili a clima, suolo e biodiversità (agroecologia). La campagna prevede eventi territoriali e comunicazione nazionale e locale dedicate, anche in partnership con aziende impegnate sul tema, al fine di informare cittadini e istituzioni sull’importanza di etichettature chiare e trasparenti riportanti il metodo di allevamento, così come avviene già oggi con le uova fresche presenti in commercio con la sola aggiunta di un numero in etichetta (0=biologico; 1=in capannoni e all’aperto; 2= a terra all’interno di capannoni; 3= in gabbia all’interno di capannoni).
 
Contatti: sosanimali@legambiente.it

Il Ricettario

Sfide affrontate: agroindustria, mancata trasparenza, ingiustizia sociale

Legambiente è consapevole dell’importanza e concretezza politica che hanno le scelte alimentari individuali e quanto queste possano generare molteplici impatti, negativi o positivi, sulla salute umana, del pianeta e di tutte le specie che lo abitano.
 
L’eccessiva diffusione e disinformazione, nelle diete correnti, propalata dal settore alimentare con l’uso, immotivato e ingiustificato, dei “protein claim”, oggi invalso nella distribuzione commerciale, di cui godono gli alimenti di origine animale, non corrisponde al soddisfacimento di un fabbisogno fisiologico/nutrizionale della nostra specie, anzi contribuiscono ad un complessivo peggioramento dello stato di salute umana, in cui le patologie legate a “cattiva alimentazione” sono diventate la prima causa di malattia cronica e di mortalità precoce nelle società opulenti. Infatti, ben 950.000 morti/anno vengono registrati in Europa per patologie croniche associate all’alimentazione eccessiva/sbilanciata e/o insalubre. Il rispetto degli animali, inoltre, che si concretizza nella dieta vegetariana, è anche uno dei modi per affermare idee non violente e contrastare i disvalori delle società patriarcali, nel solco tracciato in Italia da Aldo Capitini (1899-1968), politico, poeta, educatore e filosofo antifascista, figura centrale del movimento pacifista italiano e tra i fondatori nel 1952 della Società vegetariana italiana. In particolare, l’allevamento intensivo degli animali a scopo alimentare è oggi la più grande industria planetaria che genera enormi sofferenze evitabili ed elevati impatti negativi sulla salute ambientale e umana.
 
Con “Il Ricettario” Legambiente vuole contribuire, in maniera partecipata e collaborativa, alla transizione alimentare da diete con eccesso di piatti di origine animale a diete con piatti prevalentemente o esclusivamente a base vegetale. Dai prodotti biologici e a km0, dalla lotta al caporalato alle aziende locali fino alle innovazioni sostenibili, “Il Ricettario” di Legambiente nasce per scoprire, insieme, come arricchire le proposte alimentari, che si tratti di un campo di volontariato o di un semplice aperitivo, di un seminario formativo o di un convegno, utilizzando ricette delle tante cucine regionali italiane, ricette tipiche delle principali festività o innovative e aperte ai sapori internazionali. Il gusto e la convivialità sono il condimento principale e, grazie all’etica, al rispetto per gli altri animali e alla sostenibilità ambientale, accompagnano e arricchiscono l’esperienza alimentare facendola diventare insieme storia, amore e innovazione.
 
Contatti: sosanimali@legambiente.it

Save the Queen

Sfide affrontate: tutela della biodiversità, crisi climatica

Con il progetto “Save the Queen”, Legambiente pone l’attenzione su una delle più urgenti emergenze ecologiche del nostro tempo: la scomparsa delle api e degli altri insetti impollinatori, sentinelle fondamentali della salute degli ecosistemi e della nostra alimentazione. Questi piccoli ma indispensabili esseri viventi garantiscono la riproduzione di oltre il 75% delle colture alimentari mondiali e sono alla base dell’equilibrio della biodiversità. La loro sopravvivenza è oggi minacciata dai cambiamenti climatici, dall’uso intensivo di pesticidi e diserbanti, dall’agricoltura industriale e dalla progressiva perdita di habitat naturali.
 
Con Save the Queen, Legambiente promuove una mobilitazione diffusa fatta di informazione, formazione e azione concreta: dalla creazione di apiari urbani e didattici, alla piantumazione di specie mellifere in parchi, scuole e aree verdi, fino al sostegno di pratiche agricole biologiche e rigenerative che rispettano gli impollinatori e il suolo. Il progetto, inoltre, coinvolge cittadini, enti locali, scuole e aziende in un percorso collettivo per costruire comunità più consapevoli e resilienti, dove ogni gesto quotidiano – dall’acquisto di miele locale e sostenibile alla scelta di prodotti privi di pesticidi – contribuisce alla tutela delle api e alla rigenerazione ambientale.
Difendere le api significa difendere la vita stessa: la loro sopravvivenza è legata a doppio filo alla nostra. Attraverso Save the Queen, Legambiente invita tutti a partecipare a una nuova alleanza tra esseri umani e natura, in cui la cura per gli impollinatori diventa simbolo di un modello alimentare più giusto, sano e rispettoso del pianeta.
 
Contatti: agricoltura@legambiente.it

Dossier "Stop Pesticidi nel Piatto"

Sfide affrontate: salute, tutela della biodiversità, sicurezza alimentare, inquinamento ambientale, giustizia sociale, diritti

Con il dossier “Stop pesticidi nel piatto”, Legambiente racconta ogni anno la realtà – spesso nascosta – dei residui chimici che arrivano sulle nostre tavole attraverso frutta, verdura e altri alimenti di uso quotidiano. È un’indagine che intreccia salute, ambiente e giustizia sociale, perché l’abuso di pesticidi non colpisce solo la qualità del cibo che consumiamo, ma anche gli ecosistemi, i lavoratori agricoli e la biodiversità che rende fertile la terra.
 
I risultati dell’ultima edizione del dossier mostrano come oltre il 40% dei campioni analizzati contenga residui di pesticidi, spesso in combinazioni multiple (multiresiduo), anche se entro i limiti di legge. Questo dato, apparentemente rassicurante, rivela invece un rischio silenzioso: quello degli effetti cumulativi di sostanze chimiche diverse, di cui ancora non conosciamo a fondo le interazioni sull’organismo umano e sugli ecosistemi. Le sostanze più presenti – fungicidi, insetticidi ed erbicidi – finiscono per contaminare aria, acqua e suolo, impoverendo la biodiversità e minacciando in particolare gli insetti impollinatori, fondamentali per la produzione alimentare.
 
Il dossier sottolinea anche la forte differenza tra agricoltura convenzionale e biologica: nei prodotti provenienti da filiere bio, la presenza di residui è quasi nulla, a dimostrazione che un modello agricolo alternativo, sano e sostenibile, è possibile e praticabile. Tuttavia, le politiche pubbliche e i controlli restano ancora insufficienti, mentre l’uso intensivo di pesticidi continua a essere tollerato in nome della produttività e della competitività di mercato.
 
Con “Stop pesticidi nel piatto”, Legambiente lancia un appello chiaro: è urgente una transizione agroecologica, che riduca progressivamente l’uso di sostanze chimiche e favorisca pratiche agricole naturali, rigenerative e rispettose del suolo e degli ecosistemi. Serve un nuovo patto tra agricoltori, consumatori e istituzioni, fondato sulla consapevolezza che la salute dell’ambiente coincide con la salute delle persone.
 
Scegliere alimenti biologici, di stagione, locali e prodotti in modo etico non è solo un atto individuale, ma un gesto politico, parte di una più ampia rivoluzione culturale e ambientale. “Stop pesticidi nel piatto” ci ricorda che il cambiamento comincia proprio da ciò che mettiamo nel piatto: un gesto quotidiano che può difendere la vita, la biodiversità e la giustizia ambientale.
 
Contatti: agricoltura.legambiente.it

FORUM

Forum agroecologia circolare

Il Forum Agroecologia Circolare di Legambiente è uno spazio di incontro e riflessione collettiva in cui mondo scientifico, istituzioni, agricoltori e cittadini si confrontano sul futuro dell’agricoltura e del cibo. È un percorso che nasce per promuovere una visione agroecologica dell’intero sistema alimentare, capace di coniugare tutela dell’ambiente, innovazione e giustizia sociale. L’obiettivo è quello di costruire una transizione reale, dal modello agricolo intensivo e dipendente dalla chimica verso un modello rigenerativo, rispettoso del suolo, della biodiversità e dei diritti dei lavoratori.
 
Nel corso delle sue diverse edizioni, il Forum è diventato un punto di riferimento nazionale per il dibattito sulle pratiche sostenibili in agricoltura: dalla riduzione dei pesticidi all’uso efficiente delle risorse idriche, dalla valorizzazione delle filiere locali alla promozione del biologico e delle energie rinnovabili nelle aziende agricole. L’agroecologia viene presentata non come una nicchia alternativa, ma come un paradigma complessivo che può rispondere in modo sistemico alle grandi sfide globali — la crisi climatica, la perdita di fertilità dei suoli, la scomparsa degli impollinatori, l’insicurezza alimentare — restituendo al cibo il suo valore culturale, ecologico e sociale.
 
Attraverso incontri, laboratori e tavoli di lavoro, il Forum offre una piattaforma di partecipazione che mette in rete esperienze territoriali, progetti innovativi e buone pratiche, mostrando come il cambiamento sia già in atto in molte realtà agricole italiane. È un’occasione per condividere conoscenze e per riaffermare che il futuro dell’agricoltura deve passare dalla cura, dalla circolarità e dalla rigenerazione: principi che legano la salute dell’uomo a quella della terra.
 
Il Forum rappresenta la dimensione collettiva di un impegno che Legambiente porta avanti da anni: costruire un nuovo patto tra società e natura, fondato sul rispetto, sulla solidarietà e sulla consapevolezza che solo un’agricoltura sana può generare un futuro giusto e sostenibile per tutti.
 
Contatti: agricoltura.legambiente.it

Forum Agrivoltaico

Il Forum Agrivoltaico di Legambiente rappresenta un momento di confronto fondamentale sul rapporto tra agricoltura e produzione di energia pulita: non un evento tecnico-sterile, ma un’occasione per ripensare il modo in cui utilizziamo i terreni agricoli, le risorse naturali e l’energia, in una logica integrata di sostenibilità. L’idea di fondo è chiara: l’accoppiamento dell’agricoltura con impianti solari sopra o accanto alle coltivazioni — l’agrivoltaico — può essere una leva potente per far dialogare produzione alimentare, reddito agricolo e transizione energetica.
 
Durante il Forum si mettono in luce le molteplici potenzialità di questa scelta: l’agrivoltaico, correttamente progettato, può migliorare la resa delle colture grazie all’effetto ombreggiante in condizioni di eccesso di temperatura o stress idrico; può ridurre l’uso d’acqua; può offrire agli agricoltori una fonte aggiuntiva di reddito; può contribuire a decarbonizzare l’agricoltura, che oggi è strettamente implicata con i cambiamenti climatici. 
 
Non mancano tuttavia i nodi critici che il Forum cerca di affrontare: lunghi iter autorizzativi, resistenze locali e normative di settore che non sempre favoriscono questo modello, rischio di “consumo di suolo” se la tecnologia non viene integrata bene con le attività agricole,  la necessità di evitare che l’agrivoltaico diventi solo “fotovoltaico su terreni agricoli” senza reale attività agricola associata.
 
In questo senso, il Forum assume una funzione strategica: non solo presentare numeri e studi (ad esempio: nel 2024 più della metà dei pareri ambientali di VIA per impianti rinnovabili riguardavano progetti agrivoltaici). Ma anche proporre criteri, buone pratiche e scenari per una agricoltura che integra energia, tutela del territorio, innovazione e resilienza.
 
Così, il Forum Agrivoltaico diventa parte integrante del percorso di Legambiente verso un modello agroalimentare ed energetico più giusto: dove la produzione di cibo, la salute dell’ambiente e la generazione di energia pulita non stanno in competizione, ma si rafforzano a vicenda.

Contatti: agricoltura@legambiente.it