IL PARLAMENTO EUROPEO A STRASBURGO VOTA NO AL SUR, LEGAMBIENTE: “BATTUTA DI ARRESTO INACCETTABILE, STRADA ANCORA PIÙ IN SALITA PER L’AGROECOLOGIA, A RISCHIO ECOSISTEMI E SALUTE DELLE PERSONE”

Dal Parlamento europeo riunitosi in sessione plenaria a Strasburgo è arrivato un no secco al taglio del 50% entro il 2030 dell’utilizzo dei pesticidi. 299 voti a favore 207 contrari e 121 astenuti: si è chiusa così la votazione sul regolamento sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (SUR) che rischia di mettere in crisi le politiche di sostenibilità in ambito agricolo predicate negli ultimi anni. Respinto anche il rinvio in commissione ambiente. Il testo dovrà tornare in Consiglio ma le speranze degli addetti ai lavori sono ridotte al lumicino, anche in considerazione del fatto che sul testo la maggioranza Ursula si è letteralmente spaccata. La proposta prevedeva il dimezzamento dell’utilizzo di queste sostanze entro il 2030 e il raggiungimento di obiettivi di riduzione a livello nazionale, dal divieto dell’uso nelle aree sensibili alla promozione di pratiche ecocompatibili. Gli Stati membri avrebbero dovuto adoperarsi anche per aumentare l’uso di metodi non chimici. Presentata nell’estate del 2022, la proposta ha avuto un iter travagliato e l’epilogo positivo sembra tutt’altro che vicino.

“Gli obiettivi del Green Deal, delle strategie From farm to fork e Biodiversity 2030 – ha dichiarato Angelo Gentili, responsabile agricoltura di Legambiente – dal voto di ieri sono a rischio. Il voto è uno schiaffo all’importante percorso fatto fino ad adesso sul fronte della sostenibilità dal campo alla tavola e rappresenta una battuta d’arresto che non ci possiamo permettere. Per fare in modo che le strategie europee trovino casa nelle consuetudini degli agricoltori serve un’architettura normativa. Farla venire meno significa picconare dal basso ogni tentativo di mettere in pratica la necessaria e non rimandabile transizione in agricoltura contro la quale il Parlamento europeo in sessione plenaria a Strasburgo ha votato. L’auspicio è che il Consiglio dell’Unione europea imbocchi la strada del negoziato in prima lettura. Solo in questo modo, il testo adottato dal Consiglio potrà tornare in seconda lettura in Parlamento. Una strada in salita che difficilmente potrà vedere la luce entro la fine della legislatura. Una disfatta.”

Anche Legambiente si unisce al coro di cittadini e associazioni allarmati per la salute dell’ambiente e delle persone, dai cittadini agli agricoltori. Il timore è che, tra Bruxelles e Strasburgo, se ne stia facendo una questione elettorale a discapito del buon senso e delle urgenze del Pianeta. Resta da sperare che, a dispetto dei pronostici, i tempi siano più brevi. Altrimenti, se ne riparlerà dopo giugno, con una nuova maggioranza.