LA CAMPAGNA “I CANTIERI DELLA TRANSIZIONE” FA TAPPA IN EMILIA-ROMAGNA, TERRA A GRANDE VOCAZIONE AGRICOLA

Agricoltura sempre più sostenibile e innovativa. Dall’Emilia Romagna, terra a grande vocazione agricola, arriva un esempio di agricoltura 4.0 capace di unire innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale ed economia circolare, andando nella giusta direzione della transizione ecologica. A raccontarlo è la campagna itinerante di Legambiente “I cantieri della transizione ecologica” che oggi fa tappa in provincia di Bologna, a Minerbio, per fare il punto sulle sfide odierne dell’agroecologia, portando in primo piano il lavoro avviato dalla cooperativa dei produttori bieticoli COPROB, con la filiera biologica di barbabietola da zucchero più grande d’Europa, in capo a una sola azienda, e sempre più sostenibile dal punto di vista sociale, ambientale ed economico. La cooperativa, nata nel 1962, si caratterizza per una gestione completa, dal campo al cliente, della filiera dell’unico zucchero 100% italiano avviato su larga scala nel 2019 con i suoi 1.200 ettari dislocati in 7 regioni della Penisola. Non solo nei bacini tradizionali di coltivazione – Emilia-Romagna e Veneto – ma in diverse regioni italiane: Piemonte, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Toscana. Oggi, circa il 75% delle superfici coltivate sono certificate “SQNPI” (Sistema di qualità nazionale di produzione integrata, che consente di convertire il convenzionale in un’agricoltura 100% sostenibile) o bio. Entrambe le certificazioni sono accompagnate sulle confezioni dal cigno verde di Legambiente.

Una filiera all’avanguardia, quella raccontata oggi, grazie all’impiego di nuove tecnologie – dal DSS alla mappatura satellitari ai droni, solo per citarne alcune – che consente di avere una produzione di zucchero monitorata costantemente con analisi ad hoc che permettono la massima efficienza nella gestione del terreno e delle risorse impiegate. Tra gli strumenti utilizzati c’è il DSS (Decision Support System) che, attraverso il monitoraggio dell’andamento climatico (in particolare del tasso di umidità), aiuta l’agricoltore a capire quale sia il momento giusto per intervenire nei trattamenti (fondamentale per contrastare le carenze in aumento negli ultimi anni), in un’ottica di precision farming. C’è la mappatura satellitare attraverso la quale è possibile impostare le guide dei trattori in modo che non avvenga una sovrapposizione dei trattamenti, ottenendo un risparmio sia in termini ambientali che di costi di prodotto. C’è l’utilizzo di droni, sonde e sensori “di campo” che possono essere sfruttati al meglio a supporto degli agricoltori. In particolare, negli ultimi anni si stanno testando dei prototipi con sensori ottici per controllare in modo preciso le piante infestanti, riducendo così i danni alla barbabietola e migliorando l’efficienza della coltivazione, senza l’utilizzo di diserbanti. È stato integrato nel processo agricolo anche un robot alimentato a energia solare in grado di seminare 2 ettari al giorno e di memorizzare, a distanza di tempo, il punto preciso di semina per ritornarci dopo mesi per la sarchiatura.

Di innovazione tecnologica e agricoltura 4.0 Legambiente ha parlato oggi anche nel corso del convegno “Agroecologia al centro: tra buone pratiche ed innovazione” che ha organizzato nella sede di COPROB in occasione della tappa della campagna, indicando anche tre proposte in tema di agroecologia su cui il Paese deve accelerare il passo: occorre potenziare la diffusione della produzione biologica, spingere

sull’innovazione tecnologica delle attrezzature agricole in chiave sostenibile e sulla diffusione di presidi territoriali adibiti alla formazione ed informazione degli agricoltori rispetto alle modalità tecniche di attuazione del modello agroecologico. Il convegno è stato preceduto da una visita ad un campo della cooperativa – nell’ambito della quale è stata effettuata la prova sperimentale del robot a energia solare che semina e viene effettuato il diserbo meccanico e a un impianto a biogas alimentato con i coprodotti della lavorazione bieticola. L’evento di oggi rientra nella XIV tappa della campagna nazionale I cantieri della transizione ecologica. Partita a fine maggio, la campagna in questione si pone come obiettivo quello di raccontare quei progetti, cantieri e buone pratiche vanno nella giusta direzione della transizione ecologica, e che meritano di essere replicati. Storie raccontate anche con una mappa interattiva e che confluiranno in un report nazionale che l’associazione ambientalista presenterà in occasione del suo XII congresso nazionale di in programma l’1, 2 e 3 dicembre a Roma all’Auditorium Massimo.

“La transizione ecologica e la lotta alla crisi climatica passano anche attraverso un’agricoltura sostenibile e di qualità su cui l’Italia deve accelerare il passo – dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – Da anni Legambiente si fa portavoce di un nuovo modello agricolo che va in questa direzione capace di coniugare innovazione e sviluppo sostenibile rispondendo al tempo stesso in maniera adeguata ai consumatori che chiedono prodotti sani e di qualità. Le buone pratiche che si stanno diffondendo nella Penisola e che stiamo anche raccontando con la nostra campagna I cantieri della transizione ecologica rappresentano un primo importante segnale importante, ma da sole non bastano. Per questo chiediamo al Governo anche interventi puntuali e mirati per l’agricoltura che oggi deve essere in grado di affrontare le grandi sfide attuali”.

La cooperativa COPROB – afferma Angelo Gentili, responsabile agricoltura Legambiente – con 1200 ettari dedicati al biologico e 16000 da coltivazione certificazione SQNP, sta compiendo una svolta decisiva verso l’agroecologia, eliminando completamente l’utilizzo di neonicotinoidi per la concia del seme, salvaguardando biodiversità, insetti impollinatori e salute dei cittadini. Abbinare innovazione e ricerca alla forte attenzione verso la sostenibilità ambientale è senza dubbio la ricetta giusta per essere più competitivi sul mercato e allo stesso tempo rispettare le strategie europee che ci indicano chiaramente di ridurre gli input idrici, chimici ed energetici. È fondamentale che l’esempio di COPROB per la filiera dello zucchero diventi un modello replicato anche nelle altre filiere per accompagnare con coraggio e determinazione la transizione ecologica dell’intero comparto agroalimentare.

Agricoltura ed economia circolare: Dall’innovazione all’economia circolare il passo è breve anche in agricoltura. Della barbabietola nulla viene sprecato. Negli ultimi anni COPROB-Italia Zuccheri ha introdotto una novità rivoluzionaria, che conferma la sua vocazione alla sostenibilità e all’economia circolare. Grazie alle conoscenze tecnologiche acquisite nel tempo e alla partnership sviluppata con Timac Agro Italia, è nato un nuovo fertilizzante granulare ottenuto dalle calci valorizzate, residuo di produzione dello zuccherificio, utilizzabile sia nell’agricoltura convenzionale che in quella biologica. Un prodotto, sviluppato nell’ambito del progetto “Restituire energia alla terra”, e studiato per la conservazione e la rigenerazione della sostanza organica, per favorire l’equilibrio energetico del suolo, lo sviluppo della flora microbica e migliorare la disponibilità degli elementi nutritivi.

L’accelerazione del cambiamento climatico a cui stiamo assistendo ci impone di adeguare il prima possibile le nostre filiere agricole per garantirne la prosecuzione in modo sostenibile sia dal punto di vista ambientale che economico. – afferma Claudio Gallerani, Presidente COPROB-Italia Zuccheri -. In tale contesto ci aiuta la costante ricerca di soluzioni tecniche e genetiche innovative messe in campo dalla Cooperativa a favore dell’unica filiera bieticolo saccarifera italiana. Tutto quanto sviluppato in questi anni in collaborazione con altri partner ha poi ricadute positive anche su altre filiere: nessuno può infatti pensare di potercela fare da solo. È in questa prospettiva che ci spinge anche la nuova PAC e, da questo punto di vista, possiamo affermare che COPROB è stata un precursore dei tempi con collaborazioni importanti sia in termini di progetti in rotazione (come quello sviluppato con CAI inerente la successione grano-bietola) sia in termini di economia circolare”.

Agricoltura e alleanze. Parlare di agricoltura significa anche parlare di alleanze come quelle avviate dalla cooperativa dei prodotti bieticoli. “Dallo zucchero al miele” nato dall’alleanza tra COPROB-Italia Zuccheri e Conapi, il Consorzio nazionale apicoltori bio più grande d’Europa e che si pone come obiettivo quello di attivare sinergie e programmi comuni sulla biodiversità, rivolti alla tutela degli insetti impollinatori e in particolare delle api. Altra collaborazione attiva è quella con CER – Canale Emiliano Romagnolo con l’obiettivo della messa a punto di un progetto sperimentale finalizzato alla definizione di strategie innovative per l’irrigazione sostenibile della barbabietola da zucchero.